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Newsletter n. 26/2020 del 3 giugno

Paolo Fabbri alla Biblioteca Gambalunga di Rimini, 2019In ricordo di Paolo Fabbri

Lo studioso di ineguagliabile sapere si è spento il 2 giugno ma resta vivo e per sempre con noi il suo “pensiero”





“Prima era abate Paolo da Rimini, un uomo curioso di cui si raccontano strane storie: pare che fosse un lettore voracissimo, conosceva a memoria tutti i libri della biblioteca, ma aveva una strana infermità, non riusciva a scrivere, lo chiamavano Abbas agraphicus… Divenne abate giovanissimo, si diceva che avesse l’appoggio di Algirdas da Cluny, il Doctor Quadratus… Ma queste sono vecchie chiacchiere dei monaci. Insomma, Paolo divenne abate (…) e quando Paolo da Rimini scomparve…”

“Morì?”

“No, scomparve, non so come, un giorno partì per un viaggio e non tornò più (…)”


Umberto Eco, Il nome della rosa, Milano: Bompiani, 1980


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pubblicato il 2020/06/02 14:50:00 GMT+2 ultima modifica 2020-06-03T09:19:03+02:00

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