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Giappone - Il MIC di Faenza coordina un’antologica su Nino Caruso

Le mostre a Kyoto e Gifu propongono una lettura dell’opera dell'artista in collegamento con la cultura ceramica giapponese

I musei giapponesi di Kyoto (MoMAK - The National Museum of Modern art) e Gifu (Museum of Modern Ceramic Art) rendono omaggio a Nino Caruso in una mostra antologica di ampio respiro, coordinata dal Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza.

Circa un centinaio di opere sono proposte al pubblico giapponese, dal 4 gennaio 2020 al 12 aprile 2020, a documentare l’intensa attività di questo protagonista della ceramica scomparso nel 2017, più noto all’estero che non in Italia.

Nello specifico, il Museo faentino ha collaborato nell’organizzazione della mostra organizzando il trasporto dei pezzi, ha supportato il curatore nella scelta delle opere e, con tutta probabilità, ospiterà la stessa mostra nelle sue sale nella primavera dell’anno prossimo.

Caruso fu artista, ceramista, designer, scrittore; a lui si devono i primi scritti divulgativi sull’arte del fare ceramica, tradotti in tutto il mondo. Matura gradualmente una vasta conoscenza delle tecniche ceramiche, come quelle antiche ancora in atto nelle civiltà orientali, e apprende direttamente, grazie a lunghi soggiorni in Giappone, le sperimentazioni più innovative. La sua ampia produzione mostra un’attenzione particolare alle tematiche dell’antico applicate alla modernità.

Le mostre giapponesi, a cura di Tomohiro Daicho del Museo d’Arte Moderna di Kyoto, propongono una nuova, attuale lettura dell’opera di Caruso in collegamento anche con la cultura ceramica giapponese.

 

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